
Saldi: scegliamo la qualità
Quest’anno saranno quasi 16 milioni le famiglie coinvolte nelle vendite a saldo appena partite e che dureranno sino alle soglie della primavera, quando nelle vetrine appariranno i prodotti della nuova stagione.
L’ufficio studi di Confcommercio ha stimato in 137 euro la spesa media pro capite, per un giro di affari di 4,8 miliardi di euro. Un valore in crescita rispetto al dato 2022.
Resta la voglia di acquistare malgrado la crisi: l’osservatorio Confcommercio ipotizza che ben il 63,8% degli italiani faranno acquisti durante i saldi.
I saldi rappresentano sempre un’importante sfida per il settore del commercio.
Fortemente attesi dai consumatori sono una boccata di ossigeno per gli esercizi commerciali ed un’occasione importante per le famiglie che possono finalmente permettersi quelle spese a cui hanno dovuto rinunciare nei mesi precedenti a causa dell’inflazione e dei rincari e che adesso potranno trovare nei negozi un vasto assortimento di prodotti di qualità a prezzi molto convenienti.
Secondo l’Ufficio Studi di Confcommercio tiene la propensione al consumo degli italiani, dopo un anno complesso in cui la moda ha contribuito in maniera determinante alla discesa ed al contenimento dell’inflazione. I prodotti più acquistati durante i saldi sono infatti abbigliamento (95,2%) , calzature (86,3%) ed accessori (465).
Il settore moda si conferma infatti una componente essenziale per il contributo alla crescita del Pil e dell’occupazione in Italia.
Ed è per questo che, come Vicepresidente di Federmoda, sostengo la proposta da rivolgere al governo per sostenere il settore con misure ad hoc che ne supportino la sostenibilità e lo sviluppo. Proponendo di applicare al settore dell’abbigliamento il meccanismo delle detrazioni fiscali, attualmente vigente per l’acquisto di altri beni.
Ciò a mio parere rilancerebbe un settore vitale per l’economia del Paese. Che più volte ha dimostrato la vitalità di rimettersi in cammino se supportato a ‘reggere’ la fase di crisi.
Con la stessa responsabilità stiamo affrontando questa stagione di saldi, con prudenza e pragmatismo sapendo bene che piuttosto che un’occasione di redditività, sono un momento per fare liquidità e preparare la stagione successiva.
La nostra leva competitiva punta su valori importanti come etica, sostenibilità e credibilità. Ripagati dalla fiducia che i consumatori ripongono nei nostri negozi e che noi abbiamo saputo costruire negli anni investendo nella cura del clientela, nella correttezza dei rapporti e nella capacità di innovare ed orientare le strategie di business guardando alla sostenibilità, al rapporto con i clienti ed alla qualità e non solo al prezzo.
Ricordando che prima di tutto vendiamo <significati> ed emozioni. E non semplici prodotti.
E sono quindi il processo di vendita e di cura del cliente e la credibilità del prodotto e del negozio il primo asset di crescita dell’azienda.
Le strategie devono puntare a far crescere non solo le vendite ma anche – e soprattutto – il rapporto di fidelizzazione con la nostra clientela.
Etica, sostenibilità, fiducia: sono questi gli elementi che valorizzano anche il periodo dei saldi. E che trovano senso proprio nel negozio di prossimità.
Perché è nel negozio di vicinato che si sviluppa un rapporto diretto tra acquirente e negoziante che si alimenta nella quotidianità, il luogo cardine del commercio affidabile, perché sarà sempre interesse dei commercianti rinsaldare il rapporto di stima e fiducia con i propri clienti.
L’acquisto ‘di prossimità’ è anche quello maggiormente sostenibile e rispettoso dell’ambiente, perché diminuisce sensibilmente anche i materiali di imballaggio utilizzati per le spedizioni ed ovviamente ha un minor impatto sull’inquinamento legato ai trasporti su gomma dei prodotti.
Resta invece il rapporto tra qualità e prezzo l’elemento veramente qualificante del periodo di vendita scontata, dove la qualità resta la stessa mentre è il prezzo a scendere. (Rapporto però che è accreditato dal livello di fiducia che l’acquirente ripone nel negozio.
E’ allora errato definire il periodo dei saldi come quello delle ‘svendite’ perché in questo termine c’è la de-valorizzazione del prodotto. Eliminerei)
Ed allora sfruttiamo questo periodo di saldi per fare scelte di qualità e di buon senso.
Operando le nostre scelte – non certamente dietro allo schermo di un computer – ma dentro un negozio dove ci sarà sempre una persona a cui affidarsi per avere preziosi consigli, per toccare con mano la qualità dei prodotti, per provare prima dell’acquisto i capi di abbigliamento o per risolvere facilmente eventuali problemi legati alla merce acquistata.
Per avere un consiglio fidato sugli acquisti, che diventano così <acquisti consapevoli>.
Ed allora concediamoci qualche ora di piacevole slow shopping anche durante questi saldi, con il piacere di godersi una pausa per sé stessi, una bella passeggiata per le nostre vie cittadine, per ricaricarsi di buonumore per affrontare l’inverno ed il ritorno al lavoro dopo le vacanze.
Con quella ‘gratificazione’ che dà essersi regalato qualcosa di speciale, che sia anche utile all’economia che ci appartiene e che sosteniamo con le nostre scelte.

