
La Gentilezza: il valore aggiunto nel commercio
Essere gentili certamente è un’attitudine. Il rispetto degli altri e di noi stessi dà valore anche ai piccoli gesti, allo stare insieme agli altri.
Essere gentili è un gesto semplice che non costa nulla ma ha un grande impatto sugli altri, oltre che su noi stessi.
È un valore che crea armonia e benessere non solo a coloro che la ricevono ma anche a chi la pratica.
Crea connessioni e fiducia, allenta la tensione e il conflitto.
Crea un ambiente positivo, un clima di accoglienza e inclusione.
È la prima forma di comunicazione che supera le parole e contiene le attitudini del fare commercio, dell’accoglienza del cliente.
Parole come empatia, rispetto, pazienza, fiducia, accoglienza, comprensione, ascolto, connessione, gratitudine è facile accostarle non solo all’essere gentili ma anche alle caratteristiche dell’accoglienza del cliente.
Facile comprendere che <Nessun atto di gentilezza per quanto piccolo è mai sprecato>, come diceva Esopo.
In un mondo che sembra sempre più caratterizzato da una concorrenza spietata e da rapidi cambiamenti, ciò che fa la differenza, e diventa anche la chiave di successo, è sempre più la gentilezza.
La gentilezza, che è la mission etica intrinseca dell’azienda, ci aiuta a mantenere competitività in un mercato sempre più globale e spersonalizzato.
Secondo uno studio della Boston Consulting, le aziende percepite come etiche e attente ai valori umani registrano un incremento delle vendite fino al 30%.
I consumatori sono sempre più attenti all’etica aziendale ed ai valori che un’azienda esprime.
Una cultura aziendale fondata sulla gentilezza può quindi migliorare l’immagine pubblica e rafforzare la fedeltà del cliente.
Del resto, in un mercato ormai saturo di qualunque cosa, e globalizzato in rete anche a detrimento della qualità, la chiave che ci permette di differenziarci e affermare il nostro quid aziendale è nell’esperienza di acquisto che vivono i nostri clienti.
Il valore aggiunto che possiamo offrire come azienda è allora la nostra etica e la gentilezza ne è un elemento, così come il prendersi “cura” delle persone e metterle al centro.
L’impatto della gentilezza si rivela importante sul brand aziendale e quale viatico per costruire fiducia verso fornitori e clienti. Ma anche per creare le basi di quel benessere aziendale, che serve a far crescere armonicamente le aziende.
La gentilezza non è quindi solo una qualità spontanea ed etica del mondo imprenditoriale soprattutto delle piccole aziende e di quelle a conduzione familiare, ma caratterizza una leva di successo di chi sta alla vendita.
Si rivela, quindi, un elemento strategico vitale per il successo in un ambiente competitivo moderno.
In cui la competizione si misura con il far stare bene le persone con cui si entra in contatto.
Laddove viene integrata nella cultura aziendale, contribuisce a migliorare le performance sul mercato, rafforzando l’immagine e la sostenibilità dell’azienda.
La gentilezza è l’elemento distintivo soprattutto dei negozi di prossimità, nei pubblici esercizi, nelle strutture turistiche che fondano il loro valore sul rapporto diretto con la clientela, sul senso di comunità che alimentano.
Gentilezza significa realizzare la prossimità all’altro. Mettere ‘le persone al centro’.
Per questo il valore della gentilezza come variabile strategica del business si attua nell’accoglienza ‘gentile’ dei clienti; accoglienza che spesso inizia ben prima di varcare la soglia dei negozi.
E trova compimento anche nella vendita assistita, ovvero nei sistemi di customer care dedicati ai consigli e alle consulenze di acquisto.
Essere gentili nel business significa investire nelle relazioni.
E’ un superpotere aziendale, che non costa nulla ma è capace di alimentare e consolidare nel tempo fiducia, stima reciproca con clienti e fornitori.

