
Lo sviluppo del Paese nasce dalle città: il progetto Cities
Confcommercio ha da tempo lanciato Cities un percorso che mette al centro le città come <laboratori del cambiamento>, proponendosi come piattaforma di conoscenza condivisa per migliorare i centri urbani e sostenere le economie di prossimità.
Attraverso il progetto Cities, Confcommercio promuove – in collaborazione con l’ANCI – una nuova visione della città, centrata proprio sul valore dei negozi di prossimità, sostenendo politiche urbane e territoriali necessarie per migliorare l’ambiente urbano e la vita dei cittadini e favorendo iniziative per lo sviluppo delle economie locali.
Pur se le città sono il cuore pulsante del Paese e motore dello sviluppo, i servizi, la vivibilità, la sicurezza e l’attrattività delle nostre città sono sempre più a rischio a causa della desertificazione commerciale.
Un recentissimo studio commissionato da Confcommercio sul tema mostra come gli italiani vogliono vivere nei quartieri dove ci sono più esercizi di prossimità, perché questi rafforzano il senso di comunità, aumentano la percezione di sicurezza e fanno crescere il valore immobiliare.
Per contrastare questo fenomeno in preoccupante crescita, servono progetti di riqualificazione urbana che vedano lavorare sinergicamente le istituzioni al governo delle città e le associazioni di categoria, soprattutto quelle che mettono insieme i negozi di prossimità che sono il cuore pulsante delle città.
Il progetto Cities prende proprio spunto dalla volontà di valorizzare le alleanze locali tra Confcommercio ed i Comuni, per promuovere azioni comuni che si muovano di due direttrici.
La prima riguarda la regolazione , ricercando strumenti e misure per il riconoscimento delle economie di prossimità come servizio di interesse pubblico.
Questa viene percorsa operando per la riattivazione degli spazi commerciali sfitti e la facilitazione dell’insediamento delle attività, per la valorizzazione dei negozi storici e per la rigenerazione delle aree commerciali urbane e dei mercati cittadini.
Ed operando al contempo una gestione più sostenibile ed efficace della mobilità e della logistica urbana, per un maggiore equilibrio tra i diversi usi della città.
La seconda direttrice punta invece a realizzare quelle leve economiche in grado di sostenere le imprese del terziario di mercato nelle aree a rischio di desertificazione commerciale attraverso sgravi, contributi e finanziamenti che possano agevolare l’avvio di nuove attività e potenziare la competitività dei negozi esistenti, puntando sui vantaggi competitivi della loro storica presenza nel tessuto urbano, ma anche promuovendone un rinnovamento tra il fisico e il digitale.
A Palermo è ad esempio stato avviato nell’ambito del cantiere di lavoro Cities “Turismo, identità e equilibrio” che sta lavorando per rivedere la disciplina del commercio in centro storico al fine di contenere gli impatti dei flussi turistici, che sono in netta crescita. Ma che devono essere gestiti affinchè vi sia un equo utilizzo della città e armonia tra l’uso residenziale e l’uso turistico della città.
Nel rispetto anche dell’identità culturale della città che è racchiusa nel suo patrimonio paesaggistico e culturale.
Non può infatti dirsi veramente sviluppo se l’uso della città cancella l’identità e la memoria che il paesaggio ed i monumenti artistici raccontano e dei quali dobbiamo veramente sentirci custodi e narratori. E mai meri utilizzatori.

