
La responsabilità verso la transizione ecologica è il dovere di tutti
Manca davvero poco a quel 2030 fissato dall’Onu come data significativa per costruire le fondamenta dello sviluppo sostenibile.
Diventata oggi ancora più cogente visto i danni che il cambiamento climatico e gli attentati dei piromani che stanno minando la nostra terra nell’inerzia di chi dovrebbe prevenire, arginare, manutenere.
La sostenibilità dello sviluppo non è un lusso, ma è la chiave fondamentale per cambiare il modello di sviluppo attuale e superare le tante crisi che stiamo vivendo.
Perché però sia davvero sostenibile lo sviluppo, serve garantire effettiva applicazione a quei principi universali che mirano ad uno sviluppo economico che sia anche indirizzato al rispetto del bene comune, come per esempio l’ambiente oltre che alla creazione di nuovi posti e agli interessi generali del Paese.
La transizione ecologica non può più essere ritardata ed è una precisa responsabilità di tutti e di ciascuno.
Deve essere programmata tenendo adeguatamente conto delle conseguenze in tutti ambiti economici e sociali e sostenendo quelli che sono gli anelli cardine del cambiamento: le imprese.
Per farlo servirebbe prima di tutto una visione politica concreta per evitare di arrivare impreparati, vulnerabili e fragili agli eventi sistemici che hanno funestato anche questa estate e disegnare le politiche pubbliche pensando davvero a preservare il pianeta per le prossime generazioni.
Serve poi semplificare i processi autorizzativi per nuovi impianti di produzione di energie rinnovabili e promuovere l’adozione di modelli di produzione e consumo circolari. Con misure che sostengano l’utilizzo di materie prime e sostenendo la progettazione e produzione di beni già pensati per il riuso, la rigenerazione, il riutilizzo, il riciclo, minimizzando l’impiego di materie prime e impatti ambientali.
Serve accompagnare con misure concrete le imprese nella riconversione ecologica dei propri processi produttivi ma anche nella sostituzione dei prodotti con scelte che preservino le risorse.
E serve promuovere azioni che permettano di aumentare nei consumatori la consapevolezza dell’impatto delle loro scelte sotto il profilo ambientale e sociale.
Occorre programmare adeguati cambi di passo nei processi produttivi e prevedere per tempo la sostituzione delle materie prime, per non rischiare che siano inattuabili. Occorre lavorare senza sosta per la riconversione produttiva verso modalità sostenibili.
Serve promuovere azioni che permettano di aumentare nei consumatori la consapevolezza dell’impatto delle loro scelte sotto il profilo ambientale e sociale. Serve promuovere nei consumatori il valore di una scelta consapevolmente ecologista.
La scelta di salvare il Pianeta è anche nostra. Ma non possiamo più rimandarla.

