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L'alleanza Confcommercio-Anci per contrastare lo spopolamento commerciale delle città

Le città sono luoghi cardine per il rilancio del Paese, allo sviluppo delle quali contribuiscono, con un ruolo decisivo, le imprese del terziario di mercato. Ed in particolar modo i negozi di prossimità.
Eppure i dati racchiusi nel Report dell’Ufficio Studi di Confcommercio sono drammatici: sono 100.000 il numero di negozi chiusi nelle nostre città negli ultimi dieci anni. Questo dato, che non possiamo sottovalutare, va ben oltre la crisi legata alla pandemia e la successiva crisi energetica legata ai conflitti ancora in corso. 
E’ un dato allarmante, perché ogni negozio di prossimità che chiude è una vera e propria ferita nel tessuto identitario della città. Ma è anche un pericoloso innesco sociale perché aumenta il senso di degrado e di insicurezza per i cittadini, e di conseguenza impatta anche sull’appeal turistico della città. 
Per avere un’idea di quanto le imprese del terziario di mercato influiscano sulle comunità urbane, basti immaginare una città con le insegne spente. 
Come Confcommercio insisto da tempo sulla necessità di investire nella rigenerazione urbana anche come argine allo spopolamento commerciale dei centri urbani. 
La rigenerazione è difatti un processo che riguarda non solo la riqualificazione fisica delle città, ma contribuisce, attraverso politiche integrate, a costruire luoghi di benessere e a rinnovare il sistema economico urbano, puntando sulla prossimità, sui servizi, sulla vivibilità dello spazio pubblico, sulla mobilità, sulla cultura, sul turismo, sulla socialità e sulla coesione delle comunità locali.
Forte di questo convincimento, Confcommercio ed Anci si sono sedute insieme al tavolo per rinnovare un’alleanza che ha come tema proprio il comune impegno a fare della rigenerazione urbana e commerciale delle città il punto di rilancio del Paese.
Per i Sindaci, la presenza delle attività commerciali nelle nostre città non è solo un fatto economico e non interessa solo le aziende, ma è parte essenziale della vita sociale e dell’identità stessa delle comunità. E’ quindi anche per loro un tema di vitale importanza.
Occorre allora affrontare insieme il drammatico e crescente processo di desertificazione commerciale delle città, ma anche la necessità non più rimandabile di una corretta pianificazione degli spazi urbani che coniughi correttamente le tipologie commerciali. 
L’alleanza tra Anci e Confcommercio è in questa direzione fondamentale per comprendere le dinamiche in atto e soprattutto per individuare insieme gli strumenti e le azioni utili ad arginare il trend di chiusura degli esercizi commerciali e dare alle nostre città una prospettiva di crescita anche economica in linea con i nuovi criteri di sostenibilità ambientale e sociale. 
L’obiettivo comune è quello di rendere le città sempre più attrattive, vivibili e vitali, configurandosi come luogo di produzione e raccolta di conoscenza, di facilitazione e di divulgazione delle tematiche urbane dal punto di vista specifico delle attività economiche.
Confcommercio ed Anci hanno rinnovato per il terzo anno un protocollo di intesa per lavorare insieme. Ma quest’anno – forte dei dati che arrivano – l’obiettivo è puntato su iniziative comuni che sollecitino il Governo a governare i cambiamenti economici, sociali e ambientali delle città per costruire un ambiente urbano sostenibile, contrastare il fenomeno della desertificazione commerciale anche attraverso l’attuazione di nuove politiche del commercio strettamente collegate a interventi di rigenerazione urbana, valorizzare le economie di prossimità e cogliere tutte le opportunità offerte dalle risorse previste dal Pnrr per il finanziamento di progetti strategici per comuni e città. 
Il punto di partenza sarà proprio il Rapporto “CITIES – Città e Terziario: Innovazione Economia Socialità”, un progetto che Confcommercio ha avviato nel corso del 2023 e che considera le città come laboratori del cambiamento. Il progetto si propone come piattaforma di conoscenza multidisciplinare per migliorare i centri urbani e sostenere le economie di prossimità ed intende agire in un quadro di reciproca collaborazione con gli amministratori locali e gli altri attori urbani per lavorare ad una nuova visione delle città italiane e del terziario urbano di mercato del prossimo futuro.

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