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L’amore e’ il motore, l’energia e la forza per fare tutto

A fine luglio, di ritorno da uno dei miei viaggi di lavoro, la persona che mi sedeva accanto in aereo, vedendomi concentrata e affaccendata durante tutto il volo con il tablet, mi chiese “Ma lei stacca mai dal lavoro? Non si è fermata un attimo!”. 

Come sempre avevo passato l’intero volo a rispondere a mail, a predisporre documenti, a studiare report, per me ‘normale routine’ per utilizzare ogni tempo a disposizione. I miei viaggi di lavoro hanno sempre questo ritmo. Anche quando il volo di ritorno è a notte inoltrata.

Ho pensato a questo episodio durante i giorni di relax, durante i quali mi sono concessa del tempo da trascorrere con i miei cari, e in cui mi sono dedicata a ciò che durante tutto l’anno non riesco a fare, travolta come sono dalle responsabilità del mio lavoro e del mio impegno associativo. In genere assorbo ogni spazio per riuscire ad assolvere a tutto, con dedizione e scrupolo. Anche durante il volo di ritorno a casa sebbene dopo giorni di lavoro a ritmi estenuanti.

E anche durante le vacanze sono sempre con il pensiero all’azienda o devo assolvere a qualche urgenza o dare riscontri. Impossibile staccare completamente la spina. 

Magari si rallenta, ci si prende delle pause per stare con i propri cari, momenti preziosi di recupero, ma non si stacca mai del tutto. 

Si continua anche in vacanza a prendersi cura della propria azienda. 

Capita di dover dare seguito alle richieste di clienti o fornitori, di scorrere con attenzione la rassegna stampa, di dover ottemperare a tutte le scadenze.

Si continua – anche nei luoghi della villeggiatura – ad organizzare e ideare per la nuova collezione e pianificare la nuova stagione commerciale.

Perché, diciamolo, un imprenditore non va mai completamente in vacanza staccando da tutto e tutti. 

E tutto ciò sarebbe insostenibile se questo impegno costante non fosse alimentato dall’amore per ciò che faccio. Dalla passione per il mio lavoro.

Mi torna spesso in mente la celeberrima frase di Sergio Marchionne <In ferie da cosa?>. 

E’ proprio così: è impossibile staccare dalla propria azienda, impossibile non prendersi ‘cura’ anche in pieno agosto dell’azienda e di tutte quelle attività che devono essere gestite, anche ad agosto. 

Chi ha la responsabilità di un’azienda resta sempre ‘all’erta’. Impossibile chiudere e rendersi per qualche settimana ‘irreperibile’. Non conosco lo swicth ON/OFF

Il senso di responsabilità non va ma in vacanza. Il senso di responsabilità non conosce pause. Non si stacca come si fa con un interruttore in OFF. E’ un modo di essere e di affrontare il lavoro. Di rispettarlo e soprattutto di amarlo. 

Ho avuto questi esempi e vedo che anche mia figlia si comporta così con il suo lavoro. 

Lo si fa per senso di responsabilità, per cultura aziendale, ma anche per necessità, perché un’azienda ha bisogno di essere gestita 12 mesi l’anno con le opportune priorità e attività indifferibili. 

Ma se si vive con passione ed amore il proprio lavoro, diventa tutto più sostenibile. Dire, quasi naturale.

Si impara allora a gestire i pensieri con la leggerezza del riposo feriale. Cambiando un po’ i ritmi e concedendosi spazi di ozio creativo e di cura per gli affetti. Ma sempre connessi con il lavoro.

La differenza tra <dover fare per lavoro>  e <lavorare con amore> è ciò che rende felice.
La differenza è nella passione per il lavoro che fai, che nutre l’entusiasmo e ci dà la carica per prenderci cura del nostro lavoro.

Io sono fortunata ad amare ciò che faccio. L’amore è il motore, l’energia e la forza per tutto.

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