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Nulla arriva per caso, alle Olimpiadi così come nella vita

Si sono chiuse con un’imponente cerimonia di chiusura a Parigi, le Olimpiadi 2024, il più grande evento mediatico globale.

La grandiosa cerimonia di chiusura ha messo al centro la bandiera olimpica, uno dei simboli più riconosciuti al mondo, che raffigura cinque anelli intrecciati in campo bianco, a simboleggiare i cinque continenti, mentre l’intreccio degli anelli rappresenta l’universalità dello spirito olimpico.

Il momento in cui è stata alzata la bandiera olimpica, è stato sottolineato dalle parole del Presidente del Comitato Internazionale Olimpico Bach «Anche se lo sport e le Olimpiadi sappiamo che non possono creare la Pace, voi atleti avete creato una cultura di Pace. Grazie per averci fatto credere in un mondo migliore per tutti».
Sono state Olimpiadi che hanno raccontato storie belle, dense di sportività e di impegno.
Abbiamo con orgoglio e spirito di appartenenza sentito risuonare ben 40 volte l’Inno italiano sottolineare le medaglie vinte dall’Italia, di cui 12 oro, 13 argento e 15 di bronzo.
A cui si aggiungono 25 quarti posti (le cosiddette ‘medaglie di legno’). Come quella vinta dalla
straordinaria Benedetta Pilato che – incarnando lo spirito decoubertiano ma anche la passione per lo sport – a 19 anni ha centrato la sua prima Olimpiade e con un sorriso rimasto impresso a tutti ha celebrato il suo quarto posto come ‘il giorno più bello della sua vita’.

E così deve essere. Andare alle Olimpiadi è, per qualsiasi atleta, l’apice del suo impegno, e come ci hanno mostrato molte delle storie che hanno caratterizzato queste Olimpiadi, non può certo essere solo il podio l’obiettivo di un’atleta.

Le gare ci hanno regalato momenti indimenticabili come la competizione di Nadia Batocletti, che ha conquistato una medaglia nel mezzofondo o la medaglia di Sofia Raffaeli, al suo esordio ai Giochi Olimpici, che ha scritto una pagina indelebile di storia dello sport italiano, divenendo la prima atleta azzurra di sempre a vincere una medaglia Olimpica individuale nella ginnastica ritmica. Rimarranno impresse le sue prodezze e l’eleganza della sua prestazione che ha tenuto tutti incollati a seguirla.

Le Olimpiadi, oltre la competizione agonistica fra gli atleti, rappresentano il set dei valori definiti dalla carta olimpica: fair play, partecipazione, amicizia, lealtà, solidarietà, impegno, rispetto, coraggio, miglioramento di sé, pace, uguaglianza e internazionalismo.
Queste sono state per l’Italia le Olimpiadi delle Donne. Delle 12 medaglie d’oro, ben 9 sono tinte di rosa. Un’affermazione importante che segna un mutamento significativo, visto che la partecipazione delle donne alle Olimpiadi sono state un diritto conquistato nel tempo.

E tra queste l’emozionante medaglia conquistata proprio l’ultimo giorno dalla nazionale di pallavolo femminile, che ha entusiasmato tutta l’Italia.
Trascinate in campo da Paola Egonu e dalla – fatemelo dire con un po’ di orgoglio – palermitana Myriam Silla che anche il Presidente Mattarella ha salutato appellandola ‘la mia concittadina’.

Dentro e fuori il campo, le atlete e gli atleti raccontano storie di fatica e di impegno. Proprio come per gli imprenditori, il successo si coniuga anche nello sport all’impegno e alla fatica. Un successo che non si realizza nel momento, ma che ha dietro anni ed anni di preparazione e di sacrifici.

Perché nulla nella vita arriva per caso. E forse proprio per questo chi come gli atleti il successo se lo suda conquistandolo con la fatica quotidiana, alla fine si sente ancora più gratificato dai risultati finalmente raggiunti.

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