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L’Europa che vogliamo: un’Europa di pace, sicurezza, stabilità e prosperità

Maggio segna l’anniversario della storica dichiarazione in cui l’allora ministro degli Esteri francese Robert Schuman espose l’idea di una nuova forma di collaborazione politica in Europa, che avrebbe reso impensabile la guerra tra le nazioni europee.

La proposta di Schuman è considerata l’atto di nascita di quella che oggi è l’Unione Europea. Un progetto irreversibile che in questo momento funestato da crisi e conflitti, acquisisce un significato fondamentale nei processi di pace.

L’Europa di cui abbiamo bisogno è un’Europa forte, non solo sommatoria di Stati membri, ma decisiva anche dentro la NATO. Un Europa protagonista.

Un’Europa che sappia essere davvero cardine dei processi di Pace e volano di sviluppo.

Serve un’Unione Europea forte, costruttrice di pace e competitiva sulla scena globale. Questo costituisce un fattore essenziale per la stabilità politico-economica, per la qualità della vita dei cittadini

Vanno allora costruite le condizioni anche  per vincere la doppia sfida della transizione verde e digitale.

Ma va fatto adottando un approccio pragmatico, che sia ben fondato su criteri di gradualità e di sostenibilità economica e sociale, affinché il costo della transizione non ricada tutto sulle imprese e soprattutto non sia una crociata ideologica fintamente ecologista ma inattuabile.

Va accelerata la realizzazione delle riforme e degli investimenti legati al PNRR, che è un’opportunità irripetibile per rendere l’Italia più moderna, efficiente, giusta, sostenibile ed innovativa.

Servono politiche che rilancino la competitività, perché senza competitività non c’è sviluppo e senza sviluppo non c’è impresa.

Siamo all’alba di una nuova era europea. Dove l’Europa può e deve essere protagonista, creando maggiori e più concrete occasioni di sviluppo e di nuovo lavoro e benessere con maggiori e mirati investimenti.

Con al centro come obiettivo la stabilità e la pace, con una politica estera da protagonisti che ci dia sicurezza, difendendo gli interessi europei nel mondo globale.

Tra poche settimane saremo chiamati con responsabilità ad esprimere le nostre scelte.

E mai come oggi abbiamo bisogno di un’Italia forte in Europa. Ed abbiamo bisogno di essere rappresentati da chi ha la capacità e la competenza.

Le prossime elezioni europee costituiranno uno snodo democratico decisivo. E per questo da domani, il consiglio generale di Confcommercio, riunito in seduta permanente e formato da circa 70 presidenti in rappresentanza delle 700 mila imprese associate, dei territori e delle federazioni del sistema confederale, incontrerà i rappresentanti dei principali partiti con l’obiettivo di proseguire e rafforzare il dialogo con le forze politiche e ascoltare le proposte, i programmi, le idee  di ciascun leader per il nuovo Parlamento europeo.

Come sempre, come Confcommercio saremo responsabilmente partecipi per confrontarci sui prossimi scenari europei, presentando la visione della nostra associazione e offrendo la disponibilità ad essere protagonisti, per il nostro ruolo,  ai processi di riforma della ‘nuova’ Europa.

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