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Report Anac 2023: Confcommercio pronta a collaborare

E’ stato presentato nei giorni scorsi il Rapporto 2023 dell’ANAC, l’Autorità nazionale Anticorruzione.

Un documento importante che fa il punto sull’incidenza del fenomeno corruttivo.

Dal rapporto emerge uno spaccato preoccupante. Negli ultimi 5 anni, nel 27% dei Comuni con più di 15mila abitanti si è verificato almeno un caso di corruzione. Circa il 46% di questi casi ha riguardato l’area di rischio dei contratti pubblici, confermando  che proprio questa è un’area particolarmente esposta a rischi di fenomeni corruttivi.

La corruzione è il veleno che corrode la buona e sana imprenditoria, perché mortifica chi opera nella legalità, deteriora la qualità dei servizi pubblici, rafforza le mafie ed inquina la democrazia. 

La corruzione arreca all’economia danni inestimabili. Ma, oltre al danno economico, rappresenta anche un costo sociale, civile e umano che contrasta e deprime le possibilità di crescita del sistema. 

La corruzione lede le imprese sane che sono danneggiate anche da  un mercato poco aperto e trasparente. 

Mortifica le giovani eccellenze, costrette a cercare all’estero chance di realizzazione professionale, perché impedite nei loro percorsi di carriere in Italia da concorsi svolti con scarsa trasparenza.

Ancor prima di reprimere ogni fenomeno corruttivo, tocca mettere in campo gli strumenti necessari ed appropriati per prevenirla ed impedire che si diffonda ulteriormente dentro l’apparato pubblico e nel tessuto produttivo, pregiudicando prospettive di lavoro e di sana economia.

Sappiamo bene che molte delle morti sul lavoro che stiamo purtroppo contando anche in questi giorni sono effetto indiretto dei fenomeni corruttivi e dei contratti di subappalto.

Il subappalto che le recenti innovazioni normative hanno incentivato, è una delle principali falle ove si insidia il fenomeno corruttivo. Così come il criterio del “massimo ribasso” come leva per ottenere la fornitura. Si possono offrire prezzi competitivi anche con garanzie di qualità  e di sicurezza ma ritengo sia impossibile averli con il criterio del “massimo ribasso”. 

La corruzione è altresì causa degli enormi ritardi nella realizzazione delle opere pubbliche. Opere non ultimate, cantieri che permangono molto fuori dalle tabelle di marcia e sperpero di risorse pubbliche. 

Nel report dell’Anac è poi posto in tutta evidenza il boom degli affidamenti diretti. Nel 2023 sono stati quasi il 50% degli appalti totali di importo pari o superiore ai 40.000 euro. Se si considera la totalità degli appalti a prescindere dall’importo, quindi anche quelli sotto i 40.000 euro, gli affidamenti diretti nel 2023 hanno rappresentato oltre il 90% del totale. 

Per il 78,1% degli appalti, le amministrazioni hanno optato per procedure non pienamente concorrenziali. 

A fronte dei dati riportati nel report dell’Anac, Confcommercio vuole rispondere alla chiamata alla responsabilità posta proprio dal Presidente dell’ANAC Busia e contribuire a proposte collaborative che mettano sul tavolo adeguati correttivi al Codice degli appalti. 

Tra le proposte messe in campo –  intervenendo come delegata alla sicurezza di Confcommercio – quelle che riguardano le piccole realtà imprenditoriali, che sono poi il vero cuore pulsante del sistema produttivo Italia e che non riescono – a causa delle norme ad oggi vigenti – ad essere competitive nel sistema degli appalti pubblici, o addirittura a partecipare, schiacciate da quel tetto dei 2 milioni di euro attualmente previsto come requisito di fatturato minimo. 

Occorre allora fare in modo di coinvolgere anche le piccole realtà imprenditoriali, che tra l’altro grazie anche agli appalti stanno facendo un’importante “palestra’ formativa abituandosi alle procedure ed alla pratica, ad esempio del sistema MEPA di contrattazione nel sistema pubblico. 

Come Confcommercio raccogliamo dunque l’invito e siamo pronti a fare la nostra parte coinvolgendo tutto il sistema delle nostre imprese in una virtuosa pratica collaborativa che porti concretamente ad aprire il mondo delle forniture e dei servizi alla Pubblica Amministrazione anche alle piccole ma sane realtà imprenditoriali. Che spesso non solo hanno qualità e organizzazione ma sono anche più etiche e responsabili. 

Convinti come siamo, e mi piace ripeterlo sempre senza alcuna retorica, che la Legalità non solo è la conseguenza dell’adesione etica ad un sistema di valori ma in azienda assume anche una leva strategica reputazionale oltre che competitiva e di compliance. Insomma, la Legalità Conviene.

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