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Per rilanciare la filiera del libro, proponiamo Palermo Capitale del Libro

<Per viaggiare lontano non c’è miglior nave di un libro>. Così Emily Dickinson descrive il dono che ci dà la lettura: ci fornisce il mezzo per ampliare i nostri orizzonti, per alimentare di nuove idee la nostra creatività.

Leggere fa bene. Migliora le nostre competenze linguistiche, logiche e cognitive. E’ un’ottima guida: aumenta la conoscenza del mondo ma anche la conoscenza di sé e degli altri. Mantiene attive le funzioni cognitive di memoria, attenzione e concentrazione, ragionamento e capacità critica.

I libri insegnano a comprendere il mondo, ad approfondire, a riflettere, a pensare. Sono i nostri migliori insegnanti, fonti di ispirazioni per nuove idee creative. Ma sono anche strumenti per la promozione del benessere individuale e sociale. Perché educano ed allenano le capacità emotive e predispongono al confronto.

Eppure il tasso di lettura in Sicilia è tra i più bassi e ciò si riflette anche sulle capacità di innalzare il livello di consumi culturale.

Nel 2021 in Sicilia appena il 27,4% delle persone ha letto un libro, contro una media nazionale del 40,8% (dati Istat).

Il numero delle librerie invece si consolida e l’ultimo dato ufficiale fa anzi registrare una crescita di 4 imprese: un piccolo segnale di speranza che si unisce al trend delle vendite che nel 2022 è comunque stato buono.

Ma, con l’aumento generalizzato dei costi, dovuto alla perdurante crisi ed alla debolezza di politiche incentivanti per le librerie, il mercato delle librerie fatica a svilupparsi.

Un dato positivo risalta: è in crescita la lettura a livello giovanile.

Misure come il “fondo biblioteche” e il “tax credit” erogati nel 2022 o l’App18 sono stati validi supporti, ma non bastano e soprattutto non possono essere interrotti. Almeno sino a quando i dati di lettura non tornano sui livelli almeno della media nazionale.

Proprio partendo da questi dati abbiamo lanciato a Palermo – attraverso Ali Confcommercio Palermo, l’associazione dei librai – gli “Stati generali delle librerie”, un appuntamento che ha coinvolto tutti gli imprenditori e gli operatori culturali che ruotano attorno alla filiera del libro per interrogarsi sulle difficoltà attuali e per far crescere la cultura del libro e della lettura. E per lanciare insieme un Progetto che investa sulla lettura.

Il libro non è solo un bene commerciale ma soprattutto un bene culturale. Per questo bisogna portare avanti tutte le iniziative necessarie per alzare l’indice di lettura della popolazione, lavorando con attenzione anche sulle realtà territoriali.

La filiera commerciale del libro può infatti essere un eccezionale strumento anche di rigenerazione urbana, rilanciando il tema per noi di Confcommercio fondamentale del valore del negozio di prossimità.

La libreria è difatti un ‘punto di riferimento’ del quartiere ed un presidio di comunità che svolge una potente azione sociale.

Da anni come Confcommercio sosteniamo la cultura del libro e adesso vogliamo essere promotori di un progetto che abbia l’obiettivo di esaltare non solo il commercio fisico ma anche quel senso di comunità e di accoglienza che rappresenta una virtù tipica di questo territorio. Mettendo a sistema azioni virtuose che il territorio già esprime come ‘La via dei Librai’ e ‘La strada degli scrittori’.

Utilizzando le previsioni normative della legge n. 15 del 13 febbraio 2020 n. 15, proponiamo a tutto il sistema ed alle Istituzioni di lavorare insieme a proporre Palermo come Capitale del Libro. Un progetto ambizioso ma che ha già trovato proprio durante degli Stati Generali del Libro quel concime necessario per fiorire.

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