
Stare sempre dalla parte della legalità con azioni concrete e facendo rete
L’impegno di Confcommercio a sostegno di un’economia sana e consapevole del ruolo che svolge nel campo della legalità è sempre stata una priorità, realizzata con azioni concrete.
Penso che la legalità vada praticata anche nelle azioni di buon vivere quotidiano, con i fatti e non solo a parole, per i cittadini cosi’ come per le aziende.
Siamo convinti di quanto sia cruciale il ruolo di Confcommercio per il rafforzamento di un tessuto economico sano e di un concreto cambiamento culturale che parta proprio dagli attori che dall’illegalità subiscono un danno diretto.
Il malaffare e la corruzione, ma anche l’indifferenza, l’inefficienza e l’inerzia, la contraffazione e l’abusivismo, sono mine contro l’economia legale e la libera concorrenza e diventano terreno fertile per la criminalità che tenta di infiltrarsi nella nostra economia diventando una delle principali cause del mancato sviluppo.
La cronaca ci evidenzia che fenomeni come racket, usura ma anche la corruzione hanno ancora una pesante incidenza che minaccia la vita delle imprese, in molti casi piegate dalla mancanza di liquidità e dalla difficoltà ad accedere al credito e purtroppo sempre più a rischio di pressioni della criminalità.
Confcommercio ha sempre portato avanti con determinazione la cultura della legalità, attivando collaborazioni con tutti gli operatori impegnati in prima linea, convinti che non può bastare, da sola, la preziosa attività svolta sul territorio dalla magistratura e dalle forze dell’Ordine. Ma serve come ci incitava Libero Grassi che ognuno faccia fermamente la propria parte.
Un’attività incisiva e permanente, quella dello Stato, come dimostrano le recentissime operazioni, che ha alimentato quel clima di fiducia indispensabile per contribuire a realizzare quell’inversione di tendenza necessaria e non più rimandabile.
Sin dall’inizio del mio mandato quale Presidente di Confcommercio Palermo e poi quale delegata nazionale alla legalità e sicurezza mi sono sempre prodigata per un dialogo costante e fattivo, con le Forze dell’Ordine e con la Prefettura.
In questa direzione va la scelta operata dalla Confcommercio di Palermo di costituirsi parte civile nei processi a carico degli imputati di mafia, che riguardano estorsione e corruzione usura, costituisce un chiaro manifesto dell’azione di contrasto alla criminalità organizzata anche di stampo mafioso.
Tale scelta è espressione di una precisa visione culturale che individua nel controllo mafioso del territorio e anche nell’imposizione del pizzo un freno alla crescita economica, un’intollerabile costo aggiuntivo oltre che una forma di imbarbarimento culturale.
Abbiamo fatto nostre le parole di Libero Grassi che invitava le associazioni di categoria a svolgere un ruolo essenziale nella lotta al racket delle estorsioni mafiose e a fare squadra, a “metterci la faccia”, ad impegnarsi fattivamente sul fronte della lotta al racket delle estorsioni mafiose anche per evitare la sovraesposizione e l’isolamento del singolo imprenditore preso di mira da Cosa Nostra, ma anche per alimentare una rete ampia di contrasto all’organizzazione criminale.
Questo è quello che fa, convintamente ormai da anni, la Confcommercio di Palermo che ha scelto di essere parte attiva nei processi a carico degli imputati dei delitti di mafia, di estorsione, di usura, offrendo alle persone offese da tali reati anche un servizio di assistenza gratuito, sia in sede giudiziaria che nelle procedure per l’accesso ai fondi di sostegno istituiti dalle leggi.
La costituzione di parte civile costituisce la riaffermazione in sede giudiziaria dei valori fondanti della confederazione, che opera in difesa del libero esercizio dell’attività d’impresa e per un mercato esente da condizionamenti mafiosi.
La scelta di campo netta operata da Confcommercio Palermo in favore di chi si espone in prima persona nella lotta alla mafia, siano essi soggetti istituzionali o operatori economici privati, ha un immediato riflesso anche sulle regole di condotta che gli associati e i dirigenti della confederazione che devono osservare nel caso in cui essi stessi siano destinatari di una richiesta estorsiva.
Il Codice etico di cui si è dotata la Confcommercio di Palermo prevede, infatti, che chi entra a far parte dell’associazione debba sempre operare al fine di contrastare i fenomeni della criminalità mafiosa ed organizzata, dell’estorsione e dell’usura e rifiutare qualunque forma di estorsione, usura o ad altre tipologie di reato poste in essere da organizzazioni criminali e/o mafiose, oltre che collaborare con le forze dell’ordine e le istituzioni preposte, denunciando ogni episodio di attività direttamente o indirettamente illegale di cui sono vittime.

