
Turismo, sviluppo e responsabilità: la crescita delle città passa dall’etica d’impresa
Si è appena conclusa la BIT di Milano, uno degli appuntamenti più rilevanti del turismo internazionale: una grande vetrina di promozione dei territori, delle destinazioni e delle eccellenze italiane.
La BIT rappresenta un’occasione preziosa per una riflessione più ampia e necessaria sul ruolo che il turismo può e deve svolgere nello sviluppo economico e sociale delle nostre città.
Quello turistico non è soltanto un settore produttivo. È una leva strategica di attrattività, coesione sociale e qualità urbana. Ed oggi è uno dei principali motori dell’economia italiana: genera valore, occupazione, indotto e innovazione. Ma soprattutto contribuisce a definire l’identità dei territori, il modo in cui le città si raccontano, si aprono, si rendono vivibili e desiderabili.
Proprio per questo non può essere lasciato all’improvvisazione, ma al contrario va regolato e integrato per essere un formidabile alleato dello sviluppo sostenibile delle città. È qui che entra in gioco con forza il tema dell’etica d’impresa.
Fare impresa nel turismo significa assumersi una responsabilità che va oltre il profitto: rispettare le regole, garantire qualità e dignità del lavoro, contrastare l’abusivismo, investire nella sicurezza, tutelare i consumatori e i territori. La competitività non nasce dall’elusione delle norme, ma dalla loro applicazione piena, trasparente e uguale per tutti.
Legalità e sicurezza non sono vincoli allo sviluppo: ne sono le condizioni fondamentali. Non può esserci attrattività senza sicurezza, né crescita duratura senza un contesto di regole chiare. Le città che funzionano sono quelle in cui l’impresa sana viene tutelata e non penalizzata; in cui lo spazio pubblico è presidiato; in cui il turismo convive con la residenzialità, senza espellerla.
Come Confcommercio riteniamo che il turismo debba essere parte integrante di una visione urbana complessiva, capace di tenere insieme economia, qualità della vita, inclusione sociale e legalità. Serve valorizzare chi investe rispettando le regole e isolare chi opera nell’illegalità.
La BIT di Milano, come tutte le grandi vetrine di promozione internazionali della città e della sua variegata offerta turistica, è l’occasione per riaffermare un principio chiave: il turismo è una risorsa straordinaria solo se guidato da etica, legalità e sicurezza. Solo così può essere una leva di sviluppo economico e, insieme, uno strumento di costruzione di città più giuste, più attrattive e più vivibili.

